Venerdì sera, mentre ero lì che bevevo tranquillo la mia Guinness al bar, sono stato molestato da un tizio che si definiva cinqueverde e che ho cominciato a chiamare grillista un po’ così, per ridere; è arrivato dicendo cose a caso sull’Europa, rivolto a me che neanche lo conoscevo, e io ero lì che pensavo «che due maroni, adesso come me lo levo di dosso?»
Poi, a un certo punto, è saltato su puntandomi il dito con una cosa del tipo «perché poi quando abbiamo venduto la Corsica ai francesi nel 1975…» e continuando con un ragionamento che non ho ascoltato bene perché ci ero rimasto talmente di sasso che ho capito subito che dovevo cominciare ad assecondarlo, perché coi matti non si sa mai.
E alla fine abbiamo deciso che il problema principale dell’Italia è il LIBERO ARBITRIO, che una possibile soluzione al problema dell’integrazione è che dobbiamo cominciare a DISINTEGRARCI, e che bisognerebbe votare quel partito che proponga per primo di SPOSTARE L’ITALIA, perché non sia più quella specie molo in mezzo al Mediterraneo che è diventata adesso, quindi dovremmo provare a ruotarla per schiacciarla tipo verso la Francia o magari traslarla verso la costa jugoslava.
Alla fine mi sono anche divertito. Lui era serissimo.
L’ho salutato e sono andato a letto.
lunedì 18 marzo 2019
#truestory (al bar)
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