mercoledì 29 aprile 2020

Dick (2)

E in un libro che si chiama La trasmigrazione di Timothy Archer, del 1982, Philip Kindred Dick dice che il guaio di farsi una cultura è che il processo richiede molto tempo, ti brucia la parte migliore della vita, e che quando hai finito l’unica cosa che sai è che ti sarebbe convenuto di più fare il banchiere.

martedì 28 aprile 2020

Virginia e le prove

Venerdì 24 aprile, per le Schegge di Liberazione (mentre #stateacasa), avevo letto una poesia intitolata “Virginia che non si muove” di Azael. Ad accompagnarmi più o meno dal vivo c’erano Gianluca e le cose, cioè Bicio, da Forlì (anche se nel video dico da Premilcuore, che è il posto dove abitava prima Bicio, e per me Bicio sarà sempre un abitante di Premilcuore), al contrabbasso e Simone Rossi, da Madrid, al chitarrino e al clarino.
Eccola qui:

lunedì 27 aprile 2020

Wallace (6)

E sempre in un racconto lungo, o romanzo breve, intitolato Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso, che in Italia è stato pubblicato da solo, ma nell’edizione originale era dentro a un libro che si chiama La ragazza dai capelli strani, del 1989, David Foster Wallace ci dice di immaginare che stiamo passando davanti al Negozio delle Critiche, e che vediamo in vetrina un cartello che dice GRANDE SVENDITA! COMPLETA ILLUMINAZIONE, GRATIFICAZIONE, COMPRENSIONE E APPAGAMENTO: TUTTO IN SALDO! FINO A ESAURIMENTO SCORTE! PREZZI PAZZI! E che quando ci precipitiamo dentro, Visa alla mano, scopriamo che è solo il cartello, quello nella vetrina, a essere in saldo, al Negozio delle Critiche.

domenica 26 aprile 2020

È il 26 aprile

Sono stato due giorni davanti al computer a condividere, rispondere, notificare, classificare, postare, copincollare, taggare, laicare ed embeddare e ho rischiato un po’ il divorzio, un po’ la deriva Franzoni.

sabato 25 aprile 2020

Ci vuole del coraggio (con la voce di un altro)

Una cosa che dal 2011 posto tutti gli anni si intitola Ci vuole del coraggio e parla di mio nonno, Corrado, ai tempi della guerra. Comincia così:

Mio nonno, Corrado, eran già dei mesi che stava in prigione, ma ultimamente se la passava meglio. Meglio di qualche mese prima, quando c’era quell’aguzzino fascista a comandare la galera, un tipo sadico e cattivo che ammazzava i prigionieri a suon di botte, uno al giorno, tutti i giorni…

Ieri l’ha letta a voce alta Fabrizio Gabrielli – cui ho già mandato e continuo a mandare a manciate dei cuori grandi così – e si può ascoltare qui:

mercoledì 22 aprile 2020

Slawenski (e Salinger) (2)

E sempre in un libro che si chiama Salinger, del 2010, Kenneth Slawenski dice che Jerome David Salinger, invitato come relatore ospite a un corso di scrittura creativa presso il Sarah Lawrence College, nel 1949, disse che «uno scrittore, se gli chiedono di parlare del suo mestiere, dovrebbe alzarsi e fare a gran voce solo i nomi degli autori che gli piacciono.» E che da lì proseguì appunto nominando i suoi scrittori preferiti: «Io adoro Kafka, Flaubert, Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Proust, O’Casey, Rilke, Lorca, Keats, Rimbaud, Burnes, la Brontë, Jane Austen, Henry James, Blake, Coleridge».

lunedì 20 aprile 2020

Parentesi

Non trovo più (l’ho cercata davvero dappertutto) la maglietta dei Fugazi (non esistono magliette ufficiali dei Fugazi) che avevo comprato (non a un concerto dei Fugazi, dato che, a parte che non esistono magliette ufficiali dei Fugazi, non ho mai visto dal vivo i Fugazi; ho solo visto Ian MacKaye, con gli Evens, una volta, al Bachessone Vecchio di San Martino Spino, era il compleanno di Grushenka e lui le aveva scritto Happy Birthday sul CD con una penna nera) a un banchetto (non di un concerto dei Fugazi, anche perché non esistono magliette ufficiali dei Fugazi, ma era un banchetto di beneficenza per un canile, la maglietta l’aveva taroccata il venditore, aveva fatto un lavoro eccezionale) anni fa (non mi ricordo neanche quanti, ma direi quattro). Peccato.

sabato 18 aprile 2020

Si stava meglio quando si stava meglio: una specie di videolibro

E insomma, nei giorni scorsi ho letto tutti i pezzetti che stanno dentro a un libro elettrico e gratuito che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio, che avevo pubblicato alla fine del 2018 raccogliendo un po’ di cose scritte in giro negli anni.
Questa qui sotto è la playlist di YouTube per ascoltarlo dall’inizio alla fine (più un pezzo che nel libro non c’è):

venerdì 17 aprile 2020

Slawenski (e Salinger)

E in un libro che si chiama Salinger, del 2010, di Kenneth Slawenski, i colleghi di Jerome David Salinger del controspionaggio (Jerome David Salinger durante la Seconda guerra mondiale era un ufficiale del Dodicesimo reggimento fanteria, che era sbarcato in Normandia con le prime ondate, e si trovò, tra le altre cose, nel bel mezzo del massacro della foresta di Hürtgen e sul fronte della controffensiva delle Ardenne e via dicendo, e contemporaneamente lavorava per il controspionaggio) avrebbero dichiarato che si appartava continuamente per scrivere. E uno di loro ricordava di una volta in cui si trovarono sotto il fuoco di fila del nemico. Tutti cominciarono a cercare un riparo. Guardandosi intorno, i soldati intravidero Salinger sotto un tavolo che batteva sui tasti di una macchina da scrivere, con una concentrazione impermeabile alle esplosioni tutto intorno.

giovedì 16 aprile 2020

Finché non finiscono i binari del treno (un video)

E invece la lettura di oggi, anche se c’entra con un libretto elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio, dentro al libro non c’è. È una specie di bonus track, si intitola Finché non finiscono i binari del treno e fa così:

mercoledì 15 aprile 2020

Rodari

E in un libro che si chiama La freccia azzurra, del 1964, Gianni Rodari, all’anagrafe Giovanni Rodari, dice che per Franco fu una notte indimenticabile, quando i pastelli, uno dopo l’altro, gli mostrarono quello che sapevano fare. E che, per esempio, gli disegnarono e dipinsero tante bandiere, che la stanza sembrava un giorno di festa nazionale. E che fecero la bandiera tricolore e la bandiera rossa, e si accapigliarono perché ciascuno voleva che la propria bandiera fosse la più bella, poi fecero la pace e disegnarono tutti insieme una bandiera di sette colori. E poi dissero: «Ecco qui, ci siamo tutti e sette e non si fa torto a nessuno. Ora andremo veramente d’accordo.»

martedì 14 aprile 2020

Così va la vita (di questi tempi)

Verso la metà di marzo un mio amico cantautore, parlando di questi tempi, e di

tutta questa voglia di allegria e di amore che mi sembra che più se ne vuol fare vedere e meno ce ne sia, insomma tutte quelle robe lì,

lunedì 13 aprile 2020

Ci vuole del coraggio (un video)

L’ultima lettura, davanti a una webcam, con una dedica e qualche impappinata, dei pezzetti che si trovano in un libretto elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio. Questa volta leggo una cosa che si intitola Ci vuole del coraggio e fa così:

domenica 12 aprile 2020

Lagerkvist

E in un libro che si chiama Barabba, del 1951, Pär Fabian Lagerkvist dice che una delle donne aveva incominciato a discorrere di quello che era stato crocifisso al posto di Barabba; essa lo aveva veduto una volta, mentre passava, e la gente aveva detto che era un dottore il quale andava intorno e profetizzava e faceva miracoli. In questo non c’era nulla di male, perché tanti altri facevano lo stesso; perciò, da quel che si poteva capire, il motivo per il quale era stato crocifisso doveva essere un altro. Era un tipo magro; tutto ciò che ricordava di lui era soltanto questo. Un’altra disse che lei non lo aveva mai visto, ma aveva udito che egli avrebbe predetto che il Tempio sarebbe crollato, che Gerusalemme sarebbe stata distrutta da un terremoto e che poi il cielo e la terra si sarebbero incendiati. Cose non da senno, e non c’era da stupire che per questo fosse stato crocifisso. Ma la terza donna disse che quell’uomo frequentava specialmente i poveri e soleva promettere loro che sarebbero entrati nel regno di Dio, e financo alle prostitute lo aveva promesso. All’udire questo tutti risero molto, ma trovarono che se fosse davvero andata così, sarebbe stato molto bello.

sabato 11 aprile 2020

L'Adele è una roccia (un video)

Sesta e penultima lettura, davanti a una webcam, dei pezzetti che si trovano in un libretto elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio. Questa volta leggo una cosa che si intitola L’Adele è una roccia e fa così:

venerdì 10 aprile 2020

Service Unavailable (da cinque anni)

Qualche tempo fa avevo ritrovato su gmail una sottocartellina annidata tra quelle dove un tempo raccoglievo i messaggi per le cose di Barabba, e questa sottocartellina si chiama “GIAOH“. Dentro ci sono un po’ di link sulla morte del FriendFeed, raccolti al volo in quella due giorni pazza pazza pazza del 9 e 10 aprile di cinque anni fa.
Alcuni dei link sono morti, altri sono diventati privati. Quelli ancora in vita sono questi qui (se cliccate, e poi proseguite con la lettura, sembra una specie di funerale in differita):

giovedì 9 aprile 2020

Doppia nervatura (un video)

Quinta lettura, davanti a una webcam, che ormai è un’abitudine, dei pezzetti che si trovano in un libretto elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio. Questa volta leggo una cosa che si intitola Doppia nervatura e fa così:

mercoledì 8 aprile 2020

Auster (2) e Pascal

E sempre in un libro che si chiama L’invenzione della solitudinedel 1982, Paul Benjamin Auster dice, citando Blaise Pascal, che tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola causa: dal non saper restarsene tranquilli, in una stanza.

martedì 7 aprile 2020

La divisa del Balilla (un video)

Quarta lettura, davanti a una webcam, con poco pudore, dei pezzetti che si trovano in un libretto elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio. Questa volta leggo una cosa che si intitola La divisa del Balilla e fa così:

lunedì 6 aprile 2020

Adams (4)

E sempre in un libro che si chiama Guida galattica per gli autostoppisti, del 1979, di Douglas Noël Adams, a un certo punto c’è una voce elettronica che dice:

Vi prego di non spaventarvi, qualsiasi cosa vediate o sentiate intorno a voi. È inevitabile che per un po’ risentiate le conseguenze dell’essere stati salvati da morte certa […]: ripristineremo la normalità appena saremo sicuri di cosa sia in ogni caso il normale. Grazie.

domenica 5 aprile 2020

Il mangiagatti (un video)

Proseguo con le letture davanti a una webcam, così, senza vergogna, dei pezzetti che si trovano in un librettino elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio. Questa è la terza puntata e si intitola Il mangiagatti e fa così:

sabato 4 aprile 2020

Altan

E in un libro che si chiama Zorro Boléro, del 1989, Francesco Tullio-Altan dice che sono i morti che danno il passaggio del tempo: non gli orologi.

venerdì 3 aprile 2020

La Bionda e il nemico (un video)

Continuo a (provare a) leggere i pezzetti di un libro elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio davanti a una webcam. Questa è la seconda puntata e si intitola La Bionda e il nemico e fa così:

giovedì 2 aprile 2020

Lamberti

E in un libro che si chiama La questione più che altro, del 2015, Ginevra Lamberti dice che si dice spesso che i vecchi sono troppi e dobbiamo pagare troppe pensioni e che questa è una delle cause della nostra rovina. E che lei non ci capisce niente, però a volte pensa che, se una mattina i vecchi sparissero tutti lasciandosi alle spalle solo ultime lenzuola sfatte, dentiere solitarie, porzioni di purè e pannoloni sporchi, una buona metà delle donne che abitano nella valle si troverebbe di colpo senza lavoro.

mercoledì 1 aprile 2020

Schegge di legno del forcone (un video)

Visto che su facebook ho preso dei “Mi piace” (una quindicina) sulla cosa che avevo scritto ieri, cioè sull’idea che mi era venuta in testa di leggere i pezzetti di un libro elettrico del 2018 che si chiama Si stava meglio quando si stava meglio davanti a una webcam, beh, ecco qua il primo, si intitola Schegge di legno del forcone e fa così:

Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/