mercoledì 30 settembre 2015

Cliché

Stamattina siamo andati in banca (ero con la Caterina e Guido, Guido è nostro figlio) per fare una cosa un po’ onerosa, e ci hanno fatti accomodare in una bella stanza con un tavolo ovale in radica, un bel tappeto ricamato, parquet in legno chiaro, una lampada di design, foto anonime incorniciate alle pareti, e un libro, uno solo, appoggiato in un angolo di un mobiletto basso in completa nonchalance, un libro soltanto, cartonato, copertina bordeaux rilegata a filo e titolo impresso in oro, un migliaio di pagine a occhio e croce. Mentre aspettavamo l’impiegata, che ci aveva detto «accomodatevi» e «arrivo subito», intanto che ci sfilavamo le giacche che sta cominciando ad arrivare la stagione fredda, e tiravamo fuori Guido dal passeggino per mettercelo sulle ginocchia che sarebbe stata una chiacchierata non troppo corta, ho allungato il collo verso il mobiletto e ho letto il titolo: Adam Smith, La ricchezza delle nazioni.
Capirai, ho pensato.

D’altra parte uno ha i miti fondativi (o fondanti, non so mai come si dice) che si sceglie. Io, per esempio, mentre entravamo nella banca spingendo il passeggino, con la Caterina di fianco che dava un dito a Guido, Guido che guardava col naso all’insù le porte a vetri che si aprivano da sole al passaggio del passeggino, camuffando la voce e ingobbendo le spalle per imitare un vecchio decrepito dicevo: «due penny, Guido… due penny.»
E la Caterina mi rispondeva: «No, devo darci da mangiare ai piccioni.»
Siamo fatti così.

martedì 29 settembre 2015

La rivista di musica perfetta

Discuto spesso con il Poeta della Musica (un amico cantautore locale) sulle dinamiche del giornalismo musicale (di carta e online) e negli anni abbiamo messo giù una specie di lista delle caratteristiche che dovrebbe avere la nostra rivista di musica perfetta (come se fossimo lì a sprizzare dalle orecchie voglia di fondare una rivista di musica perfetta), e cioè:

  1. Si parla solo di dischi molto belli (saranno completamente ignorati, secondo gli insindacabili giudizi e gusti della redazione, i dischi dal mediocre al brutto).
  2. Se proprio si deve parlare di un disco dal mediocre al brutto, ci si limita a pubblicare in una sezione separata della rivista il comunicato stampa col quale è arrivato in redazione (i comunicati stampa sono sempre molto belli).
  3. Le interviste si compongono di due sole domande fondamentali all’artista o al gruppo X che abbia composto il disco Y: «Perché?» e poi «È bello?»
  4. Non si recensisce alcun demo perché, come diceva un giornalista musicale che adesso mi sfugge, a forza di recensire dei demo si diventa brutti.

lunedì 21 settembre 2015

Elisir

Ultimamente, per alcuni motivi di lavoro (perché lavoro lontano da casa) e altri contingenti (che sono essenzialmente i fatti miei), mi capita di girare molto in macchina. Per la teoria della relatività di Einstein che lega il tempo e la velocità, si può affermare che io stia invecchiando più lentamente anche se in maniera impercettibile (si parla dell’ordine di dieci alla meno tantissimissimo, ma, oh, è pur sempre un rallentamento). Per questo motivo, quando mi vedi (magari per la strada), o se ci incrociamo (a piedi o in qualche bar), sappi che sono impercettibilmente più giovane di quanto credi.
C’è purtroppo da aggiungere che andare tanto in macchina aumenta vertiginosamente lo scoglionamento (si parla dell’ordine di dieci alla qualcosa, anche se io sono uno che fuori lo fa vedere poco). Quindi quando mi incontri per la strada, o se ci incrociamo a piedi o in qualche bar, sono per la precisione un pelino più giovane ma anche un po’ più incazzato di quello che vedi.
(E basta, questo è quello che volevo dire oggi.)

mercoledì 16 settembre 2015

In bianco

Ieri sera sono andato a cena dai miei, e mi sono portato dietro la seggiolina da attaccare alla tavola per metterci dentro Guido (mio figlio si chiama Guido), che è già una settimana che la usiamo e funziona abbastanza bene (nel senso che lui sta lì buono a sgagnare i suoi giochini mentre noi mangiamo e non c’è bisogno di seggioloni plasticonsi che tengono solo del posto e sono anche brutti da vedere). E insomma, mia mamma ha questa fissa dello stare a tavola tutti insieme e la prende pressoché religiosamente, e ieri sera, dopo la seconda bruschetta con l’aglio e il pomodoro piccante, mentre Guido era lì che sgagnava un sonaglino calmo calmo, e ogni tanto alzava la testa e rideva in faccia a qualcuno, lei, mia mamma, con gli occhi lucidi lucidi ha guardato mio padre e ha esordito con: «Ma Iules (mio padre si chiama Iules), ci pensi che siamo qui a tavola col figlio di Marco?»
E mio padre, rincarando la dose (ché c’erano anche mio nonno e mia sorella seduti lì), ha aggiunto: «Ci sono cinque generazioni di Manicardi!»

In quel momento avrei potuto tranquillamente farmi intestare la casa.

lunedì 14 settembre 2015

Cuspide

Eravamo, stamattina, in tre in una stanza per questioni di lavoro. Non so neanche più il perché e il percome siamo finiti sul discorso, ma è venuto fuori che tutti e tre avevamo letto La fisica di Star Trek di Lawrence M. Krauss.
Ci si sente sempre un po’ strani, in quei momenti lì.

giovedì 3 settembre 2015

Una lista

Sto cercando di compilare una lista di dritte da dare a Guido (mio figlio, che adesso ha cinque mesi) o da lasciargli in eredità (non si sa mai) per quando sarà grande. La mia intenzione è quella di tramandargli due o tre cose che ho capito della vita (cioè quasi niente) nel caso mi dimenticassi di dirgliele a voce (che è probabilissimo).
Per adesso la lista delle dritte è composta da un solo punto, questo qui: «Lascia pure che dicano quelli che “chi dorme non piglia pesci” o che “il mattino ha l’oro in bocca” o che “io dopo quattro o cinque ore sono già riposato”, eccetera, lascia che dicano; tu, invece, cerca di dormire più che puoi, dove riesci, quando vuoi, ma il più possibile. Dormi delle belle dormite, dei sonni profondi, dei sonnellini, penniche, pennichelle, passacuori, fai del sonno quasi una religione, che poi, vedrai, a far così si sta meglio anche da svegli.»

(Spero che mi venga in mente qualcos’altro. Ma comunque, per adesso, come lista va già molto bene.)

martedì 1 settembre 2015

Non sono il solo

Ho scoperto, pensa te, che ci sono delle altre persone, oltre a me, e non sono poche, che pensano che il vero capodanno venga verso la fine d’agosto. Non dico proprio il 31 agosto, fa lo stesso un giorno qualsiasi tra la seconda metà di agosto e l’inizio di settembre, non è importante. Volessimo fare una cosa precisa, si potrebbe far coincidere il capodanno col primo di settembre, anche se la vera fine dell’anno arriva sempre insieme a una specie di fenomeno isterico chiamato controesodo (o, se vogliamo, l’inizio delle scuole).

Ho scoperto, poi, che ci sono delle altre persone, oltre a me, non tantissime, in verità, ma qualcuna c’è, che hanno cominciato senza premeditazione a troncare il duemila degli anni quando pensano e quando parlano. E quindi adesso siamo nel quindici, e le cose passate che sono successe in questo secolo sono successe nell’undici, o nel dieci, o nel nove, nel tredici, e così via. Che è un modo come un altro, ma abbastanza drastico, per ammazzare il Novecento (sarebbe anche ora)

Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/