mercoledì 20 febbraio 2013

Pressappoco gli Shearwater

Una sera di qualche mese fa siamo andati a vedere gli Shearwater (è stato un concerto bellissimo, non credevo, ché in quello precedente mi ero addormentato, letteralmente, solo che il disco nuovo mi piaceva così tanto che avevo deciso di riprovarci, e ho fatto bene).
Prima dell’inizio del concerto, ho detto alla mia signora che avrei voluto fare una foto da mandare a quel blog bellissimo e poco aggiornato che si chiama Pressappoco e che raccoglie foto di concerti come fanno altri millemila blog. Solo che Pressappoco ha un dogma: s’impone al fotografo di fare solo uno scatto per concerto e come viene viene, che è un’idea che mi è sempre piaciuta molto. Ci avevo già provato con i Buzzcocks.
«Falla adesso,» mi ha detto a un certo punto la mia signora, «guarda che bella luce.»
C’era effettivamente una bella luce blu.
«Eh, non posso,» le ho risposto, «ne ho già fatta una.» L’avevo fatta in bianco e nero.
«Vabbè, tienila per te, a Pressappoco gli mandi poi l’altra.»
«No, non posso, è deontologicamente scorretto. Gli mando quella che ho già.»
E così ho preso del coglione, ma così ho fatto.
L’hanno pubblicata oggi. Non è neanche così brutta.

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giovedì 7 febbraio 2013

Trentaquattro

Il vecchio malvissuto, mio suocero, mi ha regalato la nuova edizione Einaudi dei Promessi sposi e Storia della colonna infame, sulla prima pagina ci ha incollato un ritratto di Manzoni, sulla terza di copertina uno dell’Innominato, dice che l’introduzione di Salvatore Silvano Nigro era così bella che non ha potuto fare a meno di sottolinearne delle parti, e si scusa per la quarta di copertina dove c’è una citazione di Umberto Eco. La mia signora, sua figlia, mi ha regalato una bicicletta nuova, l’ho chiamata La Poderosa.

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mercoledì 6 febbraio 2013

Wilson

Sulla scrivania ho una catenella fatta con tre graffette inanellate, l’ultima delle quali ha un’estremità forzata e rialzata, così che la posso usare, sovrappensiero, a mo’ di elicotterino quando stacco la mano dal mouse, affondo ben bene la schiena nella poltrona e guardo il soffitto col niente in testa. Ce l’ho da un bel po’ di tempo.
Prima, vaccaboia, non la trovavo più. Ho cercato sotto il computer, tra le scartoffie, dentro i quaderni, nei raccoglitori, sotto la sedia, nel portapenne, ho cominciato a maledire la signora delle pulizie, il megadirettore galattico, il destino, il tempo e il governo, stavo quasi per rassegnare le dimissioni. Poi l’ho ritrovata, per fortuna, era in un angolino del pavimento.
Dopo mi sono scoperto sospirare di sollievo. E col niente testa, guardando il soffitto, colla schiena affondata ben bene nella poltrona, stavo già rifacendo l’elicotterino.

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Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/