domenica 25 settembre 2022

Quel friccicorino in cabina…

… e la paura di sbagliare, piegare le schede con cura.
Prima di entrare, fermarsi a guardare i tabelloni, cercando di non sostare troppo su una lista, ché non si facciano delle idee. Con la matita tiri una linea troppo lunga e arrivi quasi alla fine del quadrato, e hai paurissima di invalidarla. Fare quindi la ics pian pianino, precisa, attenta. Ripassarla due, tre volte, ché sembra sempre troppo sottile, o troppo chiara. Mettere da parte le schede, però non ci stanno, quindi controllare che mentre fai la ics non ce ne sia una sotto per sbaglio. Poi piegarla e metterla da parte. E via con la seconda. Magari hai anche le regionali, quindi scrivere per bene la preferenza. Non come le altre volte, che volevi scrivere un nome, e poi ti sei scordato.
Riaprire le schede, ricontrollare.
Sei dentro da troppo tempo? Si staranno chiedendo qualcosa? Il tempo dev’essere giusto, non devono pensare che sei arrivato impreparato, o che hai dei dubbi. E ogni volta vorresti uscire e chiedere brandendo ansiosamente la scheda: signorina me la controlli lei, ho fatto giusto? È valido?
E le vuoi mettere tu nell’urna. Ma lo sai che non potresti? Sì, lo sai, ma hai questo moto d’egoismo, così protettivo. Guardi la signorina presidente, sta scrivendo delle cose. Lo faccio? Non lo faccio? Lo fai. Controlli millemila volte i colori, trattieni la scheda a metà del foro, ricontrolli. La lasci andare. Respirare.
Dai che hai fatto anche tu lo scrutatore, cerca di essere preciso, la matita è da restituire, e saluta con un sincero “Buon Lavoro”.
Poi esci dal seggio con la profonda impressione di aver dimenticato qualcosa di importantissimo. Tutti questi drammi pre e post elezioni e vivi nel terrore di esserti annullato la scheda, come un coglione. Apri la tessera, guardi il timbro. E lo rifai due o tre volte, nel tragitto verso casa.
Mi spiegate perché una cosa che dovrebbe essere a prova di idiota nei fatti è pensata per far uscire esseri umani adulti e alfabetizzati col terrore di avere sbagliato?
Che roba buffa, la democrazia.

Musica:

venerdì 16 settembre 2022

Una volta l’anno

Succede una volta l’anno, tutti gli anni, che per tre giorni filati, tra Carpi, Modena e Sassuolo, c’è l’uomo della strada che va in giro a piedi per le vie del centro con la faccia tirata e lo sguardo sagace, e lo senti usare delle parole insolite, come per esempio «ontologia».


(C’è il Festival di Filosofia e questa è una cosa che posto una volta l’anno, tutti gli anni)

mercoledì 7 settembre 2022

Lessico famigliare (13)

Interno giorno. Il Many ha appena letto un post di Fumettologica. Il Miny è lì vicino che si fa i fatti suoi.

Il Many: «Ehi, sta per uscire il fumetto di DC League of Super-Pets
Il Miny: «È il film che abbiamo visto l’altra sera.»
Many: «Sì. Il fumetto che esce è il seguito del film, comincia da lì, dalla fine dei titoli di coda, dove loro…» (non finisce la frase).
Miny: «Me lo prendi?»

Il Many si ferma qualche secondo. Sentendosi leggerissimo, ma dissimulando serietà e competenza, contatta telematicamente il suo fumettaro di fiducia. Il fumettaro di fiducia risponde dopo un minuto scarso.

Many: «Arriva venerdì.»
Miny: «Lo prendiamo? Lo pago con i miei soldi!»
Many: «Ok. Sì, l’ho già ordinato.»

Qualche secondo di silenzio.

Many (esplodendo): «Ma… ma… è il tuo primo fumetto ordinato in fumetteria!»
Miny (calmissimo, annuisce): «Sì.»

Il Many si alza dalla sedia. Ha uno strano stiramento ai muscoli facciali, gli occhi sono leggermente appannati da uno strato acquoso. Si allontana da solo verso il bagno. I suoi piedi non stanno esattamente toccando il finto parquet del reparto notte.
Sipario.


(Qui c’è un altro po’ di lessico famigliare, se interessa)

Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/