giovedì 31 dicembre 2015
lunedì 14 dicembre 2015
Penne incazzate
Il lunedì, nel posto in cui vado a mangiare in pausa pranzo, io sono un abitudinario, ordino sempre le penne all’arrabbiata. Da circa un anno, cioè da quella volta che mi è scappato detto che mi piace molto mangiare piccante, si è instaurata questa tacita sfida tra il cuoco e le mie papille gustative, per cui, ogni lunedì che passa, lui, il cuoco, aumenta di un pochino il piccare delle penne, che adesso più che all’arrabbiata sono diventate incazzate, quasi incazzatissime. Devo dire che siamo arrivati al limite, e se non è il prossimo lunedì, sarà quello dopo, cioè il primo disponibile nell’anno nuovo, a vedermi alzare bandiera bianca, quando mi tirerò su dalla sedia e andrò direttamente in cucina col duplice obiettivo di riconsegnare il piatto pieno al cuoco e stendergli la mano celebrando così la sua vittoria culinaria e la resa delle mie papille.
Comunque, oggi, bisogna ammetterlo, mi è andato via quell’accenno di raffreddore che sentivo arrivare da quando mi sono svegliato.
venerdì 11 dicembre 2015
Una nuova speranza
Ho prenotato un posto in prima fila e in prima serata per Star Wars, mercoledì prossimo. O meglio, non ho prenotato io, che col bimbo piccolo e tutte le cose che ultimamente si succedono nella mia vita non avevo ancora avuto modo di organizzarmi e stavo quasi per perdere il treno, così ci ha pensato mio cognato, Francesco, che ha diciassette anni e mi ha detto «Ma vieni con noi!», intendendo con lui e i suoi amici, e aggiungendomi seduta stante a un gruppetto di Whatsapp intitolato “Star Wars”.
In quel gruppetto di Whatsapp intitolato “Star Wars” e popolato da diciassettenni iperconnessi ho notato e capito due cose, che vado qui a elencare:
- I diciassettenni usano Whatsapp come fosse un loro organo di comunicazione primario, tipo la bocca, gli occhi o le mani. Nello specifico, l’organizzatore della prenotazione, che qui chiameremo Jackson, includeva ed escludeva continuamente altre persone nel e dal gruppo. Includeva chi pensava potesse essere interessato, e subito escludeva i titubanti e quelli che per cause di forza maggiore (esempio una verifica di matematica il giorno dopo) non avrebbero potuto presenziare all’evento. Questa cosa di aggiungi e togli con frenesia è andata avanti per qualche ora, quando siamo rimasti in cinque, piccolo manipolo di intrepidi superstiti disposti a sedersi in prima fila nella proiezione delle 20. Tutti diciassettenni più il sottoscritto, trentaseienne. Sono sincero: non vedo l’ora che venga mercoledì.
- I diciassettenni, forse coadiuvati dal completamento automatico delle parole negli smartphone moderni, devo dire che scrivono in un italiano molto (ma molto molto molto) più corretto di quanto facciano i trentenni su facebook. E questa cosa mi fa sentire bene.
mercoledì 2 dicembre 2015
Natasha
Una delle mie paure ricorrenti è che dopo avermi fatto per cinque minuti «meow, meow» davanti alla ciotola vuota, e io, preso da compassione, gliel’ho riempita con una nuova razione di crocchini, la mia gatta, Natasha, si giri verso di me e guardandomi negli occhi compiaciuta mi dica: «Grazie!»
Ci sono qualità vocali peculiari agli uomini, e qualità vocali peculiari agli animali; ed è terribile riconoscere le une in qualcosa che dovrebbe produrre le altre.
(H.P. Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu, 1928)
Ciao mondo
Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/
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Tutti i martedì sono uguali, ma alcuni martedì sono più uguali degli altri: </ferie>