martedì 31 agosto 2021

4 settembre: DUEPONTI a Rockrazìa

E, insomma, uno rischia quasi di montarsi la testa, ma succede che il 4 settembre coi DUEPONTI (in maiuscolo, tutto attaccato) andiamo a suonare a un festival che si chiama Rockrazìa, organizzato dal Circolo ARCI Primo Maggio di San Benedetto Po, in provincia di Mantova.
Ci saranno anche i Trillici, i CTRL+Z (che se siete degli ingegneri potete leggere undo) e GoodBye Horses.

Conta un po’ come nostra prima data “all’estero”, e quindi ci trema già l’orlo delle mutande.

Qui c’è l’evento su fb.
E questo è il volantino:

sabato 28 agosto 2021

Dei ricordi (34)

E il 28 agosto del 2015, verso sera, scrivevo una cosa intitolata “Lo considero sempre un buon segno” e che diceva così:

Ho delle idee in testa, tutte irrealizzabili.

Chissà che idee erano.
Ma comunque ne ho delle altre.


(Qui ci sono degli altri ricordi, se uno è interessato)

mercoledì 25 agosto 2021

Cose che mi piacciono molto (11)

Tipo quando viene un tecnico competente a fare dei lavori in casa, come per esempio a sistemare un avvolgibile rotto, che apre il cassone, guarda, smacchina un po’, fa due o tre commenti tecnicissimi e si porta via un pezzo da saldare, e dopo un’ora ritorna e sistema tutto e la tapparella va su e giù che è una meraviglia, e lo paghi volentierissimo, lo saluti ringraziandolo molto, questo bravo tapparellista, se si dice tapparellista; e quando è uscito vai a vedere il lavoro ben fatto e sei contento che tutto quello che doveva funzionare è tornato a funzionare e l’ordine delle cose è ristabilito, eccetera.
Poi guardi per terra e trovi una vite, e pensi «Ma toh, guarda, una vite avanzata… chissà a cosa serviva?»
Secondo me è sempre un buon segno.


(Qui ci sono delle altre cose che mi piacciono molto)

lunedì 23 agosto 2021

29 agosto: DUEPONTI al Festival ad Alta Intensità Antifascista

E quindi, pensa te, si torna a suonare, e così il 29 agosto coi DUEPONTI (in maiuscolo, tutto attaccato) saliremo sul palco di un festivalino carpigiano cui siamo molto affezionati: il Festival ad Alta Intensità Antifascista, al Circolo ARCI Arcobaleno di Santa Croce, frazione di Carpi, in provincia di Modena.
Sul palco, la stessa sera, ci saranno anche i Prolet – che hanno la sala prove a due porte dalla nostra – e i Disumani – che quando non suonano è facile incontrarli al nostro bar.

È quasi superfluo dire che ci trema già un po’ l’orlo delle mutande.

Il festival dura tre giorni, dal 27 al 29 agosto, e il programma, interessantissimo e completo, è questo qui:

mercoledì 18 agosto 2021

Pavese (4) e Fruttero & Lucentini (5)

E il 28 ottobre del 1935, in una pagina del diario, poi raccolto e pubblicato in un libro che si chiama Il mestiere di vivere, del 1952, Cesare Pavese dice che la poesia comincia quando uno sciocco dice del mare «Sembra olio».

E mi ha fatto venire in mente che in un libro che si chiama I ferri del mestiere: Manuale involontario di scrittura con esercizi svolti, del 2003, Carlo Fruttero e Franco Lucentini dicono che basta uno sciopero aeroportuale, un ingorgo sull’autostrada, per far pronunciare da milioni di persone sbigottite la domanda «Ma qui dove andremo a finire?»
E dicono che questa è l’anticamera della fantascienza.

domenica 15 agosto 2021

Nel giorno più caldo dell'anno

E invece ieri, nel giorno più caldo dell’anno, sdraiato sul letto in mutande e maglietta leggera davanti all’unico televisore della casa, col condizionatore acceso, trascurando abbondantemente la famiglia e gli amici per circa sette o otto ore, e forse anche di più, visto che ogni tanto dovevo fare delle pause per mangiare, bere, pisciare o anche solo respirare un attimo, mi sono messo lì e ho guardato tutta la tetralogia Rebuild di Neon Genesis Evangelion. Volevo apporre qui, oltre a un GRAZIE maiuscolo e doveroso per la pazienza di Grushenka, la mia pacata e autorevolissima recensione: WOW!

venerdì 13 agosto 2021

L’Emilia-Romagna, spiegata bene (sempre d’estate)

E poi, e come sempre al netto della costa ferrarese che meriterebbe un discorso a parte, vorrei ripetere una cosa che avevo già detto l’anno scorso e anche l’anno prima, e cioè che d’estate c’è il mare anche in Emilia, solo che è nebulizzato.

lunedì 9 agosto 2021

domenica 8 agosto 2021

Sono uno che si accontenta

E comunque, sono molto contento di una cosa, addirittura fiero, se dirlo non è troppo disturbo, e cioè che ho fatto delle foto delle vacanze con gli orizzonti abbastanza orizzontali. Sono uno che si accontenta con poco.

sabato 7 agosto 2021

Immancabilmente

E, immancabilmente, torno dalle vacanze e trovo un avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, e allora penso “mavaccaboia, un’altra multa, che due maroni”, poi vado a letto, il giorno dopo mi alzo, faccio colazione, vado a piedi alle Poste sbuffando a ogni passo, e intanto che passo l’avviso sotto il vetro all’impiegato penso che è impossibile, visto che non ho nessuna macchina intestata. Succede tutti gli anni. Difficile che mi abitui.

lunedì 2 agosto 2021

2 agosto 1952, 2 agosto 1980, 2 agosto 1998

Quando arrivava il 2 di agosto, mio nonno, Corrado, diceva sempre che il 2 di agosto del 1952 era notte e…

… ero andato in bicicletta a casa dell’Ada, l’avevo caricata sulla canna e via, ci eravamo sposati che era già incinta… l’avevo presa sulla canna della bicicletta e lei, che era la più povera del paese, aveva una scatola da scarpe come dote… ma non era mica piena, eh, la dote era proprio la scatola da scarpe, pensa te com’era povera… però era bella, l’Ada, e l’avevamo chiamata a lavorare in campagna da noi e non sapeva fare niente, e quando c’era da spostare il fieno le cadeva sempre tutto addosso che io e mio padre facevamo di quelle ridute che cascavamo per terra.

E oggi sarebbero stati 69 anni di matrimonio, se l’Ada e Corrado fossero ancora al mondo. Mi mancano moltissimo, ma così va la vita.

Invece, parlando del 2 di agosto del 1980, Grushenka dice sempre che…

… la puntualità non è una dote innata. C’entra coi comportamenti abituali, con quelle cose che inizi a fare in un certo modo e che poi rimangono così. O sei sempre stato puntuale o non lo sei mai stato. Ma dipende, son cose che hanno un inizio, non sono innate. Io non sono puntuale e neanche i miei genitori sono mai stati puntuali.
Mia madre l’indomani voleva prendere il treno, s’era fissata con questa idea, diceva a mio padre dai Imbeni, domani ci svegliamo presto e prendiamo quello delle nove, che ci vuole. Poi però si sono svegliati tardi, mia madre ci metteva un sacco di tempo a prepararsi, è una che ci ha sempre messo molto tempo. Mio padre si prepara una moka di caffè mentre mia madre sbuffa in bagno e le dice vabbè dai, ci andiamo in macchina pian pianino. Dice sempre pian pianino, mio padre, non è mai stato un tipo puntuale. A Bologna dovevano trovare un libro, un testo universitario. Mia madre si era riscritta all’università di Modena ma si vede che a Modena quel libro non l’aveva trovato. Mi ha ripetuto spesso che le ho dato io la forza di finire l’università, che quando è rimasta incinta ha deciso di riprendere gli studi e di laurearsi. Era incinta di sette mesi, io sarei dovuta nascere in ottobre, anche se poi son nata a metà novembre, in ritardo. Arrivati a Bologna erano in un bar del centro a fare colazione quando è iniziato un via vai di gente concitata, è scoppiata una caldaia alla stazione, diceva qualcuno entrando, è terribile, ci son dei morti, poi telefonavano e uscivano e intorno l’agitazione aumentava. Una caldaia in agosto? pensava mio padre e ha preso mia madre e son risaliti sulla macchina ma verso la stazione deviavano il traffico, non facevano avvicinare nessuno, accidenti, è qualcosa di grosso, pensavano spaventati. Allora hanno preso la via Emilia, e pian pianino siamo tornati tutti a casa.

E così, quel giorno là, quella che trentaquattro anni dopo sarebbe diventata la mamma di mio figlio aveva perso il treno, per fortuna.

E poi, per finire, il 2 di agosto del 1998…

… avevo 19 anni, io e i miei amici ci eravamo appena diplomati e dovevamo passare quella meravigliosa estate di nulla totale che ci separava dall’università o dal lavoro a vita. Avevamo pensato di farci un interrail di ventidue giorni in Francia, Belgio e Olanda.
Avevo fatto di tutto perché il 2 di agosto fossimo a Parigi, e nessuno capiva il perché, ma appena eravamo scesi dal treno avevamo preso la metro ed eravamo arrivati sugli Champs-Élysées. Spuntati in superficie, mi ricordo che mi ero messo a correre, avevo tirato fuori dallo zaino una bandiera tricolore e mi ero diretto senza pensare verso le transenne, zampettando come un matto. Stava arrivando il Tour de France, e tra la lunga fila di corridori ce n’era uno con la maglia e il pizzetto gialli.
Non credo di aver pianto come quella volta davanti alla televisione mentre guardavo l’arrivo sull’Alpe d’Huez del 1995. Però era stata lo stesso una bella botta di gioia.
Non è che capiti a tutti di vedere un Dio dal vivo. Non ho mai visto dal vivo né Maradona né Michael Jordan. Ma Pantani sì. Era lì, a qualche metro da me, era bellissimo, lo potevo quasi toccare.

E queste sono tre ricorrenze del 2 di agosto che mi piace ricordare.
Lo faccio tutti gli anni, quando mi ricordo.

Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/