giovedì 31 ottobre 2019

Dei ricordi (4)

Il 31 ottobre del 2016, era un periodo un po’ movimentato, ero a mezza via tra due case e scrivevo una cosa intitolata “traslocando” che diceva:

Nel fare gli scatoloni abbiamo buttato giù una bozza del programma di un Fronte Internazionale Per La Standardizzazione Estrema Del Formato Dei Libri (FIPLSEDFDL). Editori state all’occhio.

Invece il 31 ottobre del 2018 ero a casa, quella nuova, stavo giocando col Miny e avevo scritto una cosa intitolata “fino a qui tutto bene?” che diceva così:

Miny: «Andiamo a giocare?»
Many: «Andiamo.»
Miny: «Combattiamo?»
Many: «Combattiamo!»
Miny: «Il tuo potere della luce è forte, ma non può nulla contro la furia dell’oscurità»
Many: «…»

mercoledì 30 ottobre 2019

Dei ricordi (3)

Il 30 ottobre del 2017 era un lunedì sera e scrivevo una cosa che diceva così:

Frecciarossa Milano Porta Garibaldi-Reggio Emilia AV.
Carrozza 4. Posto 18A.
Squilla il telefono:

«Pronto?»
«Papaaaaaaà!»
«Ciao piccolino! Sto tornando a casa.»
«Dove sei?»
«In treno.»
«Stai tornando da PATATA CITY

Non riesco a rispondere, sto facendo un verso che è un po’ una risata sguaiata, un po’ un trattenere il magone, un po’ cercare di non passare per scemo, almeno agli occhi degli sconosciuti dei posti 18B, 18C e 18D.
Ma come facevo prima?

Come facevo prima?
È ancora un mistero.

***

martedì 29 ottobre 2019

Lo strano caso del furto dell'arrosto

E in un libro che si chiama Repertorio dei matti del Canton Ticino, del 2019, curato da Paolo Nori e scritto da Antonia Boschetti, Sabrina Caregnato, Olmo Cerri, Anna Maria Di Brina, Sandra Dissertori, Sara Groisman, Romina Henle, Luca Jaeggli, Esmeralda Mattei, Manuela Mazzi, Marco Miladinowitzsch, Lisa Müller, Elena Nuzzo, Alan Pipitone, Chiara Spata, Giuseppe Tami, Irmtraut Tonndorf, Cristina Zamboni e Carlotta Zarattini, a un certo punto si dice che:

lunedì 28 ottobre 2019

Hašek (2)

E invece nel quattordicesimo capitolo, intitolato Discorso sulla riabilitazione degli animali, sempre di un libro che si chiama Storia del Partito del progresso moderato nei limiti della leggeche da quel che ho capito è del 1963, Jaroslav Hašek dice che, come con il maiale, così stanno le cose anche con tutti quegli animali che servono alla gente come fonte di benefici, e ai candidati parlamentari come insulti. E che voi che presenziate spesso alle riunioni elettorali avete certamente già sentito il grido: «Tacete, bove!». E che questo grido fa torto a una determinata specie di animali, con il che Hašek non intende naturalmente i candidati, ma fa soltanto notare che questo grido in realtà loda il candidato stesso a cui viene rivolto, perché un bue ha un valore ben maggiore di un candidato. Un bue pesa sugli 800 kg, mentre un candidato non arriva neanche a 80 kg, e se vendete il bue ne ricavate quattro centoni, mentre vendendo il candidato non avrete nemmeno uno zecchino.

venerdì 25 ottobre 2019

La ragione ti ha un po' preso la mano

C’è che poi è molto facile arrabbiarsi per le cose che ci fanno arrabbiare e andare subito a scriverlo sull’internet, da qualsiasi parte, come per esempio scrivevo io alla fine di marzo in un post intitolato Il nervoso (sui libri per l’infanzia) dove dicevo così:

Ma io mi domando e dico: ma quando sceneggiate, scrivete, illustrate o traducete un adattamento o una riduzione di Pinocchio, ma cosa vi costa sceneggiare, scrivere, illustrare o tradurre “Pescecane”, invece di “Balena”? Cosa vi costa? Eh?

Ed ero arrabbiato né più né meno che con la Disney, anche se non è che alla Disney gliene fregasse o gliene potrebbe fregare qualcosa della mia arrabbiatura. Però scrivere quella cosa mi sembrava giusto e necessario.
Poi l’altra sera abbiamo cominciato a leggere Peter Pan prima di andare a dormire, con le coperte tirate su fino al mento e solo una lucina pieghevole a illuminare il libro. E siamo già tutti immersi nelle vicende della famiglia Darling, quando a un certo punto con la coda dell’occhio vedo la frase successiva che dovrò leggere…

mercoledì 23 ottobre 2019

Si ricorderanno di noi (4)

Come della generazione di quelli che aprivano le pizzerie perché volevano vendere la pizza, ma anche delle altre cose, tipo dei primi, dei secondi e dei contorni, e allora le pizzerie le chiamavano NON SOLO PIZZA; o di quelli che aprivano un forno e ci vendevano anche i salumi e i formaggi e lo chiamavano NON SOLO PANE; o di quelli che aprivano dei negozi di dischi, ma poi volevano venderci magari anche dei film in DVD e i negozi di dischi li chiamavano NON SOLO MUSICA. E allora si ricorderanno di noi come della generazione di quelli che per dire le cose non le dicevano.

martedì 22 ottobre 2019

Cornia (2)

E in un libro che si chiama Le pratiche del disgusto, del 2007, Ugo Cornia dice che ormai viviamo in una società più lunga, la società più lunga che c’è stata fino adesso sulla faccia della terra dopo tante altre società normali o addirittura anche più corte delle società normali, e che in questa società lunga, dove tanta gente ha qualcosa di più lungo, ormai ci deve essere rimasto solo lui  di normale con una visione lunga normale e il cazzo lungo normale e la macchina lunga normale e senza neanche il giardino.

lunedì 21 ottobre 2019

Il 15-18: Intermezzo (con delle scuse)

Avevo iniziato l’anno dicendo che avrei ripreso a scrivere sul blog perché avevo da raccontare della nostra piccola Grande Guerra privata del 2015-2018, coi suoi caduti, i suoi feriti, le sconfitte e le vittorie. Alla fine ho scritto solo il Capitolo 1, quello della nascita, mentre il secondo, il terzo e il quarto capitolo, quelli dei morti, e il quinto, quello della resurrezione, io, chiedo scusa, non ci sono riuscito.
Ci ho provato e riprovato, ma niente.
Forse non è tempo, forse in futuro ci riuscirò, forse no, non lo so. Mi spiace.

venerdì 18 ottobre 2019

Solla

E in un libro che si chiama Il fiuto dello squalo, del 2012, Gianni Solla dice che lui chiama fallimento le circostanze che portano un uomo dalla nascita alla morte in una maniera poco divertente. Ma poi dice che si tratta di una mancanza di eleganza. E che, dal punto di vista della carne, il fallimento è intrinseco, quindi la morte è un successo.

martedì 15 ottobre 2019

La cosa più sconvolgente del Joker nell'era di internet

Magari sono solo io, che non me ne ero mai accorto prima, ma comunque l’ho capito solo pochissimo tempo fa ingrandendo delle foto e leggendo dei commenti, che il Joker del telefilm degli anni 60 sotto il trucco aveva i baffi.

lunedì 14 ottobre 2019

Hašek

E nel terzo capitolo, intitolato Discorso agli elettoridi un libro che si chiama Storia del Partito del progresso moderato nei limiti della leggeche da quel che ho capito è del 1963, Jaroslav Hašek dice che lui e i suoi amici, cioè i suoi interlocutori, quindi gli elettori, sono là dove non volevano essere, come disse il signor Lustig quando voleva andare a Budĕjovice e si sedette sul treno che andava a Liberec e fu trovato dal controllore Šupík in seconda classe mentre aveva il biglietto di terza e a Bakov fu buttato fuori dalla carrozza.

venerdì 11 ottobre 2019

La Luna

Qualche sera fa era un artiglio. Anzi, in verità era «quasi un artiglio di Luna».
Stasera è gialla «come un dente di gigantosauro».

giovedì 10 ottobre 2019

Servizio pubblico (corso di sopravvivenza aerea per bambini)

Sugli aerei Ryanair non c’è la brochure plasticata che ti mostra le cose da fare in caso d’emergenza (scusate se son cose che sapete tutti, ma io l’ho scoperto da pochissimo: era un po’ di anni che non prendevo dei voli Ryanair, mi ero abituato bene), ma le istruzioni sono appiccicate sul retro della testiera del seggiolino davanti (che è una buona idea per risparmiare sui fogli volanti ed evitare che la gente se li porti a casa, perché c’è della gente che colleziona di tutto). Ho fatto una foto, così si capisce meglio:

mercoledì 9 ottobre 2019

Nori (2)

E in un libro che si chiama La Grande Russia portatile, del 2018, Paolo Nori dice che nell’estate del 2017, a San Pietroburgo, mentre passavano davanti alla sede del Kgb, sul Liteinyi prospekt, poco distante dalla casa dove abitava Iosif Brodskij, un suo amico gli ha raccontato che un funzionario russo ha proposto di far diventare quel palazzo, la sede del Kgb, Pamjatnik literatury, un monumento letterario, e quando gli hanno chiesto cosa c’entrava il Kgb con la letteratura lui sembra che abbia risposto «Son passati tutti di qua».

martedì 8 ottobre 2019

Sono stato a Londra, per quello che nei giorni scorsi non ho scritto niente

Ma comunque sono andato lo stesso in un bel po’ di bar, che là si chiamano pub.
L’unica cosa, la London pride, che spinata a caduta come fanno gli inglesi è una delle birre più buone del mondo, e le altre volte che ero stato a Londra ne avevo bevuti dei litri o forse dei decalitri, invece questa volta, boh, sarà stata colpa mia, sarò andato nei posti sbagliati, sarà l’odore della Brexit che si respira per la strada, non lo so, ma non c’è stato verso di trovarla. Un gran peccato.

giovedì 3 ottobre 2019

L'arrosto di maiale

L’arrosto di maiale, tanti lo sanno fare bene, ma come lo faceva lei era buonissimo.
Ma come mai il suo arrosto di maiale era così buono? Cos’aveva di tanto speciale? Era forse perché lei, prima di infornarlo, tagliava via gli estremi e poi lo metteva nella padella così, amputato? Qualcuno si fece coraggio, e le chiese come mai, prima di metterlo in forno, lei tagliasse gli estremi dell’arrosto, e se fosse quello lì il tocco speciale che rendeva il suo arrosto di maiale così buono rispetto a tutti gli altri.

martedì 1 ottobre 2019

Wu Ming

E in un libro che si chiama L’armata dei sonnambuli, del 2014, dei Wu Ming, un personaggio dice a un altro che l’aveva sempre detto, lui, che la noia è controrivoluzionaria. Ma l’altro gli risponde che non è la noia: sono gli annoiati. E che bisogna diffidare di chiunque si lamenti della noia che patisce. E che chi ti dice che si annoia è uno stronzo, sempre, uno che ti vuol mettere il gioppino nel retro.

Ciao mondo

Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/