Non sono abbastanza vecchio per ricordarmi la fine del Tuwat e ho vaghi ricordi di come si sentivano quelli molto più grandi di me quando il Kalinka si era spostato da via Torino al posto dove si trova ancora adesso, ma chi ha vissuto quei due cambiamenti epocali per la città di Carpi li racconta ancora come se fossero stati non dico la fine del mondo, ma quasi.
Il primo dispiacere che ho avuto per la chiusura di un posto che mi ha formato musicalmente ma forse anche fisicamente è stato quello per la vecchia Aquaragia, quella piccola di Mirandola, che per un po’ di tempo si era spostata anche lei in un altro posto, ma non era la stessa cosa, e infatti aveva poi chiuso del tutto e non dico che fosse stata la fine del mondo, ma quasi.
Poi c’è stata la fine dell’Ekidna di Migliarina, anche quello era un posto che così c’era solo lui, un posto dove sono cresciuto in tutti i sensi e dove, tra l’altro, ho trovato quella che poi è diventata la mamma di mio figlio e siamo ancora insieme dopo quattordici anni e siamo ancora innamoratissimi. L’Ekidna si era poi spostato da Migliarina a San Martino Secchia, dove sta anche adesso, ed è ancora un bel posto, soprattutto d’estate, ma non è la stessa cosa, e non dico che sia stata la fine del mondo, ma quasi.
E dopo, ancora, ha chiuso Antenna Uno Rock Station, che era la radio locale che ascoltavo sempre da quando avevo imparato a sintonizzare la radio da solo, a parte quando dormivo o quando ero a scuola, e anche lei dopo un po’ si è spostata su delle altre frequenze, solo che dove abito io si prendono male e comunque non è più la stessa cosa, e non dico che sia stata anche quella la fine del mondo, ma quasi.
E infine, adesso, stasera, è l’ultimo giorno del Mattatoio Culture Club,