Oggi ho sentito il Miny, che ha cinque anni, commentare una cosa che gli era girata storta dicendo «Me tapino!» Allora mi sono fermato, e ho smesso per un attimo di fare le cose che stavo facendo, perché quel «Me tapino!» era proprio intonato come l’esclamazione di Zio Paperone («Me misero, me tapino!») che leggevo da bambino su Topolino.
Gli ho chiesto dove avesse sentito quell’espressione e lui mi ha risposto «Uffa! che pazienza», che non era un’altra esclamazione, ma il titolo di una serie di cartoni che sta guardando in questi giorni su RaiPlay. «Uffa! che pazienza» è tratto da delle storie di Andrea Pazienza, e quel «Me tapino!», sì, è proprio disneyano come sapeva essere disneyano Pazienza, omaggiando col cuore e prendendo per il culo in un colpo solo.
E così, mentre ero fermo e pensavo a tutte queste cose, sono sicuro di aver sentito nell’aria intorno a me, o forse era proprio lì sopra la mia testa, un rumore, una specie di clack!, come di un cerchio che si chiude.
Avanti così.
martedì 23 giugno 2020
Me tapino!
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