E in un libro che si chiama Nata sulla linea gotica, del 2019, Giovanna Ferri dice che il 1978 fu l’ultimo anno di campeggio libero, a Santa Caterina Valfurva, m. 1838 slm, e che presero in affitto un pezzo di prato, col permesso del Comune, e acquistarono un tubo di gomma e un rubinetto; gli uomini fecero l’allacciamento all’acqua potabile che lassù non mancava di certo, e un traliccio di legno in mezzo all’accampamento dove misero il rubinetto per l’acqua corrente, e che c’era un solo problema, però, cioè che la notte spesso il termometro andava sotto zero e bisognava aspettare il sole che scaldasse il tubo per sgelare l’acqua. Poi dice che, per non bruciare l’erba, cercarono una grande lamiera dove tutte le sere si faceva fuoco, e che, oltre ad essere il loro ritrovo, si cuoceva anche della buona carne. E che per i servizi igienici si scavò una grande buca nella pineta, e con pali, plastica e cartoni si fece la cabina con la porta, e la cenere del fuoco si teneva da mettere sopra al tutto, così era sempre pulito e non c’era né cattivo odore né mosche, lo chiamarono “Montecitorio”.
lunedì 22 febbraio 2021
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ciao mondo
Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/
-
E l’8 marzo del 1898, su una pagina del diario , scritto tra il 1862 e il 1910, Sòf’ja Andrèevna Bers, detta Sonja, diventata poi Sof’ja To...
-
Era il 7 giugno del 1987, avevo otto anni e dormivo dai nonni insieme a mio papà. Erano le quattro o le cinque del mattino, mi ero svegliato...
-
E in un libro che si chiama Point Lenana , del 2013, Wu Ming 1 e Roberto Santachiara dicono che in quelle settimane di sbandamento, per dir...
Nessun commento:
Posta un commento