Sul termine merenda cenatoria nel post di ieri, Francesco mi ha scritto che la dizione originale piemontese è merenda sinoira. Allora sono andato un po’ a cercare e ho trovato che:
Quest’usanza in origine veniva praticata dai contadini durante le lunghe giornate di lavoro estive o nel periodo della vendemmia, quando fra le 17 e le 18 avevano bisogno di rifocillarsi per poter continuare a lavorare fino al calar del sole. Solitamente i cibi che si portavano erano dettati dalla praticità di poter essere mangiati in modo veloce senza bisogno di sedersi a tavola. (da mole24.it)
Diego, poi, che è di Torino Torino, mi ha detto che:
Sinoira, l’originale piemontese (già correttamente ricordato), contiene l’assonanza non solo con la cena, ma con la sera. Per questo propenderei per la collocazione temporale più che funzionale. Merenda di sera.
E Maurizio diceva che secondo lui avrei dovuto usare da subito:
“merenda sinòira”, come sicuramente Primo Levi avrà detto chissà quante volte: solo che non voleva un piemontesismo e quindi ha fatto il calco italiano.
Mi rendo conto che è un argomento duro, di questi tempi reclusi e difficili da prevedere, ma comunque quando si potrà, se si potrà, e se saremo ancora tutti vivi e vegeti, Diego mi ha promesso una ricerca sul campo (acciughe, tomini, nocciole, vino).
Poi vi dirò.
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