E sempre in un libro che si chiama Mosca-Petuškì (sottotitolo: Poema ferroviario), probabilmente del 1970, Venedikt Vasil’evič Erofeev dice che, oh, se tutto il mondo, se tutti, fossero come è lui adesso, mite e pavido, e se non fossero sicuri di niente, né di sé stessi, né della serietà del proprio posto al sole, come sarebbe bello! Nessun entusiasta, nessuna impresa, nessuna mania, una generale vigliaccheria. E dice che lui accetterebbe di vivere per l’eternità, se gli mostrassero un angolino dove non è sempre il momento di fare delle imprese.
martedì 8 settembre 2020
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ciao mondo
Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/
-
E l’8 marzo del 1898, su una pagina del diario , scritto tra il 1862 e il 1910, Sòf’ja Andrèevna Bers, detta Sonja, diventata poi Sof’ja To...
-
E in un libro che si chiama Point Lenana , del 2013, Wu Ming 1 e Roberto Santachiara dicono che in quelle settimane di sbandamento, per dir...
-
Tutti i martedì sono uguali, ma alcuni martedì sono più uguali degli altri: </ferie>
Nessun commento:
Posta un commento