Il 27 luglio del 2015 era sera, ero fuori a bere e scrivevo una cosa intitolata “una cosa che ho notato” e che diceva che:
La narrativa, nelle conversazioni, è diventata piena di reading.
È molto bello, per esempio, origliare il flirt che una tipa sconosciuta racconta alla sua amica del cuore, nella tavolata della festa della birra di fianco alla nostra, leggendo qualche decina di migliaia di battute dalla cronologia di WhatsApp.
Poi, peccato, sono arrivati prepotentemente i vocali.
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