E nella Favola degli animali truccati, dentro a un libro che si chiama Favole da riformatorio, del 2019, Ugo Cornia dice che nella foresta avevano iniziato a comparire sempre più spesso delle scritte preoccupanti, che lasciavano perplessi gli animali più anziani, come “L’ISTINTO È UNA MERDA”, “L’ISTINTO CI HA ROTTO I COGLIONI”, “FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI”, “SEGUI L’ISTINTO? SEI PROPRIO UN VECCHIO ZEBEDEO”. E che, insomma, tra i giovani animali, era diventato normale farsi due risate sull’istinto. E che si era un po’ tirato fiato quando sulla vecchia quercia era comparsa la scritta “VIVA LA FIGA” che aveva qualcosa di antico e di tradizionale, come dicevano tra di loro. E che la scritta era un po’ volgare, ma rivelava finalmente qualcosa di fortemente istintivo, e che finché si scriveva “VIVA LA FIGA” tutto continuava a andare secondo i vecchi binari. Ma poi era arrivata la voce che “VIVA LA FIGA” l’aveva scritto una giovane cavallina, non un cavallo, e questo aveva destato delle ansie ulteriori.
giovedì 30 luglio 2020
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