E sempre in un libro che si chiama Io sono vivo, voi siete morti, del 1993, Emmanuel Carrère dice che nel rispondere a un giornalista che gli aveva chiesto della sua infanzia, Mark Twain aveva accennato al suo gemello, Bill. E che lui, cioè Mark Twain, e Bill da neonati si assomigliavano al punto che per distinguerli i genitori avevano legato al polso di ognuno un nastrino di colore diverso. E che un giorno li lasciarono soli, senza controllo, nella vasca da bagno, e uno dei due annegò e i nastrini si erano sciolti. «Per cui», concludeva Mark Twain, «non si è mai saputo chi dei due sia morto, se io o Bill».
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