Devo confessare che la modalità di fruizione del post di ieri, dove se qualcuno voleva leggerlo (o vuole ancora leggerlo) doveva scrivermi una mail (e può ancora scrivermi una mail) e io gliel’avrei mandato in pdf (e glielo posso ancora mandare in pdf), ecco, non so se sia piaciuta ai lettori (per ora una trentina, abbiamo superato la soglia minima manzoniana), boh, penso di sì, ma di sicuro è piaciuta tantissimo a me.
C’è un’aria di tranquillità, stamattina, nella mia testa, dopo che ho passato la serata a rispondere a delle mail, una per una, con qualcuno ho scambiato due stupidate, con qualcuno delle confidenze, con tutti dei saluti affettuosi, con molti dei baci e degli abbracci perché non ci sentivamo da un sacco di tempo, o almeno non ci sentivamo più così, intimamente, con calma, fuori dai commenti alla mercé di tutti o dalla velocità di una whatsappata o di un chat, che è stato quasi come baciarci e abbracciarci di persona.
E me li immagino, loro, i lettori, che si prendono il tempo che vogliono per leggere un file (che è anche abbastanza lungo), magari spezzando la lettura con un caffè, o leggendo solo qualche pagina al giorno, o come gli pare (anche buttarlo nel cestino dopo due righe, per me fa poi lo stesso, va bene così).
Potrei averci preso gusto. Vediamo.
(Devo anche ricordarmi, a proposito del titolo, di leggere il libro di Mantellini.)
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