E in un libro che si chiama Perché comincio dalla fine, del 2019, Ginevra Lamberti dice che i nostri oggetti non scompaiono quando noi scompariamo, che ci mettono di più, ma vero è che anche noi non scompariamo subito. E che l’involucro che siamo stati dev’essere smistato, messo in un sacco nero, sotto un lenzuolo bianco. E che ci sono determinate questioni che, perseguitandoci in vita, lo fanno anche in morte. Come le distanze, le tempistiche, i soldi, la densità di popolazione. E che in ogni caso e qualsiasi cosa accada, appare evidente che qualcuno deve pur occuparsene.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ciao mondo
Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/
-
E l’8 marzo del 1898, su una pagina del diario , scritto tra il 1862 e il 1910, Sòf’ja Andrèevna Bers, detta Sonja, diventata poi Sof’ja To...
-
Era il 7 giugno del 1987, avevo otto anni e dormivo dai nonni insieme a mio papà. Erano le quattro o le cinque del mattino, mi ero svegliato...
-
E in un libro che si chiama Point Lenana , del 2013, Wu Ming 1 e Roberto Santachiara dicono che in quelle settimane di sbandamento, per dir...
Nessun commento:
Posta un commento