E in un libro che si chiama Sforbiciate, del 2012, Fabrizio Gabrielli dice che lui ci crede fortemente che nella testa c’abbiamo un minestrone, e che ogni roba che sentiamo o leggiamo o vediamo è come una dadolata di carote, un ciuffo di sedano, una mezza patata che mettiamo nel fuoco e poi ce lo dimentichiamo, e solo quando vengono a galla tutti gli ingredienti vuol dire che il minestrone è pronto, e possiamo dargli giù a mestolate possenti.
martedì 4 agosto 2020
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ciao mondo
Questo è un blog di backup. È comunque tutto qui: https://marcomanicardi.altervista.org/
-
E l’8 marzo del 1898, su una pagina del diario , scritto tra il 1862 e il 1910, Sòf’ja Andrèevna Bers, detta Sonja, diventata poi Sof’ja To...
-
E in un libro che si chiama Point Lenana , del 2013, Wu Ming 1 e Roberto Santachiara dicono che in quelle settimane di sbandamento, per dir...
-
Era il 7 giugno del 1987, avevo otto anni e dormivo dai nonni insieme a mio papà. Erano le quattro o le cinque del mattino, mi ero svegliato...
Nessun commento:
Posta un commento