martedì 4 agosto 2020

Gabrielli

E in un libro che si chiama Sforbiciate, del 2012, Fabrizio Gabrielli dice che lui ci crede fortemente che nella testa c’abbiamo un minestrone, e che ogni roba che sentiamo o leggiamo o vediamo è come una dadolata di carote, un ciuffo di sedano, una mezza patata che mettiamo nel fuoco e poi ce lo dimentichiamo, e solo quando vengono a galla tutti gli ingredienti vuol dire che il minestrone è pronto, e possiamo dargli giù a mestolate possenti.

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