Ho imparato a individuare al volo i muri portanti delle stanze in cui entro.
Ho imparato a valutare sommariamente l’entità di una crepa.
Ho imparato a trattenere il magone per una crepa su di un edificio caro.
Ho imparato che ci sarà sempre almeno un altro edificio caro con una crepa in più.
Ho imparato ad ascoltare le storie delle persone e ho imparato a farlo in silenzio.
Ho imparato a raccontare la mia storia, senza la pretesa che sia speciale.
Ho imparato a non rispondere a chi mi parla di spostamento dell’asse terrestre, di fracking, di complotti sulla magnitudo, di loro amici geologi, di «fate girare per favore», di «qualcuno sapeva», di «ne verrà un’altra forte».
Ho imparato, se proprio mi arrabbio, a rispondere secco «ciao, scusa, devo andare.»
Ho imparato a rimanere calmo durante le piccole, continue scosse di assestamento.
Ho imparato che mettersi a correre non è la reazione migliore, quasi mai.
Ho imparato a fare delle docce velocissime.
Per non parlare della cacca.
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